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Biblioteca del coraggioso mondo nuovo

IL REALISMO DISTOPICO DI PALAHNIUK

“Accumula cibo, e il cibo andrà a male; accumula denaro, e marcirai tu; e se si accumula il potere, marcirà la nazione". Così Chuck Palahniuk (nel suo Il libro di Talbott Mondadori 2019), ispirandosi a Ezra Pound ipotizza una moneta a base vegetale, velocemente deperibile, sognando che i ricchi non avrebbero più potuto disporre di una nazione con la potenza della valuta accumulata. Ma a chi dovrebbe andare, quindi, il potere? Siamo negli USA, un’intera generazione si prepara “all’ennesima ultima guerra” dove saranno spianati nelle dune di qualche Stato del Medio Oriente.

Da subito Palahniuk evidenzia la dicotomia del dogma capitalistico che impone di ambire alla felicità e al potere, mentre l’establishment opera affinché la ricchezza sia mantenuta tra i soliti pochi intimi.  Come far coesistere il necessario ridimensionamento dello status dell’individuo con la sua fame di attenzione? E se a lavorare come schiavi in fabbrica, come delivery boy, sacrificarsi al Call center o in guerra, qualcosa si contrapponesse la possibilità di poter governare il Sistema?

Quel qualcosa è un libro dalla copertina nero-blu che si diffonde clandestinamente, “Chi se lo portava in giro era stanco di essere un consumatore, voleva essere consumato”. Il libro di Talbott proclama l’arrivo del Giorno dell’Aggiustamento dove lo status quo sarà sovvertito. Si tratta di un manifesto programmatico, pillole filosofiche motivazionali, motti sintetici e convincenti, che a loro volta interagiscono con una certa lista condivisa in rete.

La Lista dei meno amati d’America corrisponde al sentire attuale dove “l’odio prende il posto dell’amore come criterio di popolarità”. E chi è in cima alla lista dell’impopolarità? Professori, Media, Politici. Ed è proprio questa élite intellettuale che, nel Giorno dell’Aggiustamento, sarà violentemente falciata dalla classe dominante sostitutiva. I nuovi Capi Nazione sono precettati alla narcotici anonimi, sono i congregati di questa nuova Chiesa (i gruppi di ascolto e di conforto dei disadattati) sono i vinti, i prevaricati dalla società. Gli ultimi saranno i primi, massacrandoli, e a loro è data l'opportunità di prendersi il mondo. “Perché servire ai tavoli, quando una gragnuola di pallottole può portare alla tua incoronazione?” La nuova civiltà sarà divisa in nazioni tribù, Caucasia, Blacktopia, Gaysia, per vivere nel rispetto e nella libertà della propria cultura e attitudine senza condizionamenti, se non quelli del tomo nero-blu. Hai mai provato ad assistere alla trasformazione di una narrativa presumibilmente distopica in comunicati ANSA?

Il 6 gennaio, alcuni sostenitori di Trump, organizzati in rete, prendono d’assalto il Campidoglio, inebriati dal sogno di un sovvertimento politico sociale. “Non vi riprenderete mai il nostro Paese con la debolezza. Dovete esibire forza e dovete essere forti. Combattete. Combattiamo come dannati. E se non combatterete come dannati, per voi non vi sarà più un Paese” - proclama Trump ai suoi. 

“Sopra di loro si staglia la sede delle istituzioni dello Stato, alla maniera tipica di questi grandiosi edifici, concepiti per far sentire impotente chi è all’esterno e onnipotente chi è all’interno.”

Descrive così Palahniuk l’insurrezione del Giorno dell’Aggiustamento.

Il Kingmaker di Talbott -come di Trump - è internet, il megafono diretto al popolo, con l’efficacia dello slogan stimolante d’impatto immediato -Twitter, il maggior strumento di propaganda politica, è stato pensato per avere un limite massimo di 140 caratteri a post. Il social è il palco democratico (non necessariamente meritocratico) di e per tutti.

Il mondo del siamo tutti uguali rifiuta la gerarchia sociale, non sono riconosciuti gli insegnanti, non ci sono più discenti: è la genesi del populismo.

Si legge “Murder the media” verniciato su una porta bianca del Campidoglio. Armati e nei loro gilet aziendali, o in tenuta mimetica, i patriottici riot di Trump distruggono le postazioni dei giornalisti e fanno selfie con la Capitol Police.

È la cittadinanza attivata, l’insieme di persone che negli anni hanno ricevuto un’istruzione a base di meme e fake-news, persuasa di poter/dover partecipare.

Leader dell’era digitale, nel libro di Talbott come a Washington, useranno, spingeranno il populismo armato alla ribellione grossolana, la rivoluzione “di pancia”, non strutturata, polarizzata a colpi di frasi fatte, concetti base, facilmente memorizzabili e attuabili, e che spiegano - ripetutamente- cosa fare, cosa credere, cosa ti serve per essere felice e potente.

 A pagina 15 volevo abbandonare la lettura di questa storia macchinosa. Ho chiuso a pagina 45 per quel fastidioso linguaggio cinematografico da action movie americano. A occhi sbarrati, su pagina 144, ero la vittima di uno scrittore che si diverte a seviziare sadicamente chi legge, con la tipica violenza volontariamente gratuita. Ma in quell’impianto narrativo di cemento armato c'era lui, il Palahniuk che con un colpo di rasoio seziona e illumina l’anatomia, lo scheletro, il cuore tachicardico dell’io contemporaneo.

Ho terminato il Libro di Talbott forzandomi nella posizione del discente. Ho ascoltando il maestro che narra del futuro che stiamo vivendo, trovandomi attorno a quel fuoco dove si riuniscono -in fine- pochi e malconci dissidenti della storia a condividersi del cibo, circondati da lupi, haters, e altre esistenze feroci.