Aldous

Totalitarismo compassionevole

SIAMO PRONTI!

Siamo pronti per l’Intelligenza Artificiale. Senza alcun dubbio.

Sì, c’è qualche dibattito, ma è solo per dare la sensazione di non precipitarsi dietro le novità. C’è qualche protesta ma di categorie che non hanno mai contato granché (gli sceneggiatori ad esempio). C’è qualche lamentela ma di potentati in declino come le case editrici o i giornali che fanno leva sul diritto d’autore per riempire un po’ la scodella prima di tramontare definitivamente. La politica, intanto, ha assunto una posa pensosa, chiede proroghe non troppo convinta per capire dove soffia il vento e si domanda se questa roba li rafforzerà o li ...

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GRECIA/EUROPA

L’Europa è nata dal Mediterraneo e soltanto successivamente si è estesa alla parte settentrionale del Continente. Lo spazio dove la sua identità, il lessico e il pensare sono sorti è la Grecia. Appare quindi del tutto simbolico, e tragicamente conseguente, che l’entità negatrice dell’Europa, la cosiddetta Unione Europea, abbia avuto la sua svolta a partire dal sacrificio della Grecia ai ‘mercati’ e più direttamente alle economie e agli Stati del Nord, in particolare la Germania. Il patrimonio pubblico ellenico è stato infatti «saccheggiato da investitori stranieri. La quasi totalità delle infrastrutture strategiche...

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UNIVERSALISMO

L’Europa moderna si è formata anche e in gran parte sugli esiti della Guerra dei Trent’anni (1618-1648), che sancirono il definitivo tramonto dell’universalismo imperiale a favore della sovranità delle nazioni che da quella guerra uscirono. Una sovranità politica, economica, religiosa. E tuttavia dopo più di un secolo da quegli esiti si diffuse e divenne sempre più vincente un modello che tornava alla dimensione universalista, il modello liberale e liberista del capitale che per definizione non ha patria né tollera confini.

Karl Marx riconobbe pienamente la dimensione (anche) in questo senso rivoluzionaria del capitalismo, da lui giudicato una fase necessaria per l...

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ILLUSIONE ED EMANCIPAZIONE

L’illusione del melting pot, storicamente fallita negli Stati Uniti d’America, va mostrando la propria impossibilità storica e antropologica anche in Europa, e in particolare in uno dei suoi territori di più intensa e pervasiva presenza di culture ed etnie nordafricane, la Francia. Il fatto di essere stati i padroni colonialisti di buona parte del continente africano ha illuso le classi dirigenti francesi sulla possibilità e soprattutto sulla volontà da parte degli ex dominati di diventare francesi. Si tratta di un tipico e tragico errore di prospettiva, quello per il quale valutiamo le circostanze in relazione a come noi ci comporteremmo in esse, senza pensare che le culture,...

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SUL FENOMENO WOKE

Il fenomeno del politicamente corretto (politically correct), la cultura della messa al bando (cancel culture), l’ideologia del risveglio vittimario (woke) sono anche e specialmente espressione della civiltà statunitense e testimoniano ancora una volta delle sue radici che affondano nella fede calvinista, in un moralismo e in un fondamentalismo che il trascorrere dei secoli ha temperato della sua ispirazione trascendente ma che non ha affatto diluito della sua radicalità.

Politically correct, cancel culture e wokismo (stadio estremo del politicamente corretto, apparso dal 2012-2013) sono accomunati dal rifiuto programmatico della logica argoment...

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IRRAZIONALISMI

Con la fine del progetto comunista incarnato dagli stati guidati dall’Unione Sovietica, il sedicente ‘progressismo’ è diventato una forma della reazione che va assumendo caratteri sempre più globali. Si tratta infatti di posizioni politiche, culturali, finanziarie che si pongono al servizio delle multinazionali, del loro globalismo che è una forma di imperialismo economico e dunque politico e che si presenta con caratteri etico-religiosi come forma del Bene, quando invece – come tutte le pratiche di dominio che tendono all’egemonia – è espressione di atteggiamenti esclusivi ed escludenti, che non dialogano con altre posizioni ma semplicemente le condannano.&...

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EUROPA VS OCCIDENTE

Capitalismo e devastazione sono inscindibili. Appare chiaro anche dal celebre elogio che Marx ed Engels formulano della borghesia, la quale «ha avuto nella storia una parte sommamente rivoluzionaria. Dove ha raggiunto il dominio, la borghesia ha distrutto tutte le condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliche. Ha lacerato spietatamente tutti i variopinti vincoli feudali che legavano l’uomo al suo superiore naturale, e non ha lasciato fra uomo e uomo altro vincolo che il nudo interesse, il freddo ‘pagamento in contanti’. […] Ha disciolto la dignità personale nel valore di scambio e al posto delle innumerevoli libertà patentate e onestamente conquistate, ha messo, unica, la libertà di commercio ...

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S-concerto (in tre divagazioni)

Ouverture e tema. Nonostante tutto, io l’amo! – esclama Jack Nicholson, alias Charlie Partanna, in una famosa scena del film L’onore dei Prizzi dopo che ha ricevuto l’incarico di far fuori sua moglie. Compito che eseguirà con assoluta diligenza.

Prima divagazione. Con quale stato d’animo la Corte costituzionale rilegge oggi le motivazioni della sentenza del 9 febbraio 2023 n. 14? Si tratta dei tre verdetti che assolvono l’obbligo vaccinale per i sanitari ritenendolo “misura non irragionevole né sproporzionata se l’obiettivo è quello di prevenire la diffusione del virus” (le ul...

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SULLE DISAVVENTURE DELLA MEMORIA

Ci sono accadimenti che per il fatto di trovarsi già di per sé ai margini della vita culturale destano limitato interesse, sebbene la loro portata sia tutt'altro che insignificante. L'inversa proporzionalità tra la scarsa attenzione e il valore culturale li rende rappresentativi dell'ignoranza e della malafede che alimentano con robuste dosi giornaliere la mentalità nazional-popolare.

Si apprende così, da un articolo comparso qualche tempo fa sul sito del Centro Studi Libertari - Archivio Giuseppe Pinelli, che alcuni esponenti della commissione parlamentare cultura hanno richiesto di privare di ogni riconoscimento, e più prosaicamente del finanziamento pubblico, l...

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RESILIENZA

Nonostante la sistematica falsificazione dei fatti, delle loro ragioni, delle notizie che li veicolano, è evidente che «la quatrième guerre mondiale a commencé en 1991. C’est la guerre des États-Unis contre le reste du monde, guerre multiforme, aussi bien militaire qu’économique, financière, technologique et culturelle, indissociable de l’arraisonnement général du monde par l’illimitation dissolvante de la logique du capital; la quarta guerra mondiale ha avuto inizio nel 1991. È la guerra degli Stati Uniti contro il resto del mondo, una guerra multiforme, sia militare, sia economica, finanziaria, tecnologica e culturale, inseparabile ...

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DIRITTI PER TUTTI, O QUASI

La protesta del popolo iraniano contro il regime oppressivo dei diritti umani sta suscitando nelle società occidentali sentimenti di solidarietà e di ammirazione per i giovani in rivolta che non temono di rischiare e di sacrificare la vita per riprendersi il paese e costruire un futuro di libertà. Numerose sono le vittime - stando al rapporto di Amnesty International - migliaia le perquisizioni, gli arresti, le torture e le sparizioni. L'Iran non è nuovo alle rivolte che si sono susseguite dal tempo della costituzione della Repubblica Islamica di Khomeini, alternando da lì in poi fasi di turbolenza sociale e di fragile tolleranza con la restaurazione di forme repressive ancora più cupe. In assenza di contron...

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IL COMITATO DEI SIMPLICIO

La cosa più difficile da far capire al Simplicio nostro contemporaneo – utilizziamo questo nome in onore a Galileo – è che quando sta parlando di cosa sia la scienza e di cosa includere o meno al suo interno, non sta facendo più scienza (la sua specialistica scienza nella quale può essere anche bravo: fisica, chimica, matematica e quant’altro), ma qualcosa di diverso da essa. Chiamatelo come volete (filosofia, epistemologia, “discorso sensato”, buon senso ecc.), ma non è certo scienza, cioè quella scienza della quale vuole difendere la “scientificità”. 

Questo pu&a...

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FUNZIONARE È MEGLIO CHE ESISTERE?

La vicenda pandemica è destinata a comparire ancora nelle riflessioni sulla contemporaneità per aver segnato una misura con cui saggiare il tasso di democrazia della vita pubblica e, insieme, un modo di scandire la vita personale tra un prima, un durante e un dopo-Covid. Altri fatti, gravi almeno quanto la pandemia se non di più, non hanno lasciato la stessa impronta nel linguaggio corrente. Non è accaduto per eventi spartiacque come l'attentato alle Torri Gemelle o il dissesto finanziario di Wall Street, nonostante le profonde ripercussioni che hanno raggiunto anche il Vecchio Continente; e nemmeno è successo per le crisi a lento rilascio, legate al fenomeno migratorio e ai mutamenti climatici; ancor meno, ovviamente,...

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ELEZIONI 2022: FU VERA VITTORIA?

Grecia 2015. Una data da tenere a mente per leggere, con lenti diverse da quelle dei commentatori e degli analisti nostrani, l'esito delle elezioni politiche dello scorso 25 settembre. In quell'anno il terzetto apocalittico-finanziario meglio noto come Troika - formato allora (non sembri pedanteria ricordarlo) dalla BCE di Mario Draghi, dal Fondo Monetario Internazionale di Christine Lagarde e dalla Commissione Europea di Jean-Claude Juncker - impose alla Grecia una serie di riforme di annientamento dello stato sociale in cambio dello sblocco di una tranche di aiuti finanziari. Ciò che ne seguì fu il profondo stato di indigenza di un'intera nazione tanto che, tre anni più tardi, lo stesso Juncker riconobbe, con tardivo e inu...

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IL NOMINABILE ATTUALE

Qualora fosse umanamente possibile, la campagna elettorale aumenta la confusione. Questioni gravi e questioni irrilevanti, problemi reali e capziosità, paure vere e chiamate alle armi di sessant’anni fa ritirate fuori oggi alla bisogna, si accavallano senza sosta. “L’innominabile attuale”, il presente incomprensibile entro cui seguiamo o persino pretendiamo di guidare gli altri (come nella bruegeliana parabola dei ciechi) si fa ancora più confuso, aumentano gli slogan e i distinguo, le false bandiere e i distrattori. Diventa allora necessario, accettando preventivamente il giudizio di superficialità e di indebita semplificazione che sempre ci si attira, provare a definire gli elementi essenziali del nostro (l...

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ALDOUS, O DEL PRESENTE

Aldous Huxley inventa la propria utopia negativa all’inizio degli anni Trenta – Brave New World, 1932 –, la rivisita negli anni Cinquanta – Brave New World Revisited, 1956 – con un commento critico e attualizzante, nel quale sembra sorprendersi del progressivo avverarsi delle sue profezie. Da allora sono trascorsi più di sessant’anni e bisogna riconoscere a questo romanzo una capacità visionaria davvero singolare, tanto che lo spazio critico nel quale il testo che state leggendo viene pubblicato è dedicato appunto a lui, ad Aldous.

Se letterariamente Brave New World è forse ...

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REALTÀ PARALLELE

La prima volta che lessi Candide avevo circa vent’anni e molta più leggerezza di quanta me ne ritrovi in tasca oggi. Fu una lettura che, nella sua irriverenza, trovai divertente e godibile, seppur così distante dall’idea di futuro che vedevo prender forma nell’Università di allora, appena uscita dall’esperienza delle lotte politiche degli anni Settanta, quando si andava a lezione con le scritte di Autonomia operaia che ancora colavano sui muri della facoltà ed era vivissimo il ricordo dei docenti gambizzati nei corridoi dell’Ateneo e per le strade del centro. Il riflusso degli anni Ottanta era appena iniziato e la mia generazione immaginava un mondo pieno di possibili...

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IL DIRITTO ALLA DISCONNESSIONE, QUELLO VERO

Qualche mese fa i sindacati, risvegliatisi per qualche attimo dal loro lungo letargo della ragione e del coraggio, hanno messo in evidenza la necessità di difendere il diritto alla disconnessione. Con esso indicavano la possibilità per il malcapitato lavoratore, contento di essere in “lavoro agile” con la stessa consapevolezza del tacchino che vede avvicinarsi il Natale, di avere qualche ora a disposizione in cui potersi esimere dall’essere perennemente raggiunto e raggiungibile da questioni di lavoro a casa propria molto dopo la fine dell’orario di lavoro. In questo risveglio i sindacati mostravano più che altro, come capita incessantemente a ogni “opposizione di sua maestà”, l...

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CHE COSA HA FATTO?

Una semplice domanda: che cosa ha fatto la Federazione Russa all’Italia? In quali circostanze, modi, azioni ha aggredito il territorio italiano o le sue rappresentanze, ha tradito gli accordi commerciali o politici, ha leso i diritti dei cittadini italiani? Perché soltanto con azioni di questa natura, gravità e portata si può spiegare il fatto che l‘attuale Governo italiano e l’amplissima maggioranza parlamentare che lo sostiene inviano armi a un Paese -l’Ucraina- in guerra con la Russia, ne sostengono tutte le iniziative, contribuiscono a finanziarne la politica. Soltanto con azioni di questa natura, gravità e portata si può spiegare il fatto che il capo della diplomazia italiana -Luigi...

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LA DEMOCRAZIA E I SUOI BECCHINI

Nuovamente, come in altre epoche è già accaduto, il pendolo della storia sembra volerci trascinare fuori dallo spazio della democrazia. La erode, la estenua, la svuota. Ne lascia la carcassa malamente imbellettata affinché chi voglia convincersi (per stupidità, inerzia morale, viltà o convenienza) che sia ancora viva e intoccata possa farlo.
Colui che si convince da sé che tutto sia a posto è la figura triste del conformista contemporaneo, del sedicente democratico di oggi. Triste, eppure essenziale: serve con il proprio consenso e la propria acquiescenza, a far attraversare questa fase di passaggio verso la post-democrazia senza troppi scossoni in attesa di diventare, quando la transizione e...

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IL DENARO INTELLIGENTE: UNO SCENARIO ORWELLIANO

Come sarà il denaro in una società post-umana? Sarà sicuramente un denaro intelligente.
È sempre stato tra le meraviglie dell'ovvio che nel rapporto tra l’uomo e il denaro, l'uomo fosse intelligente e il denaro neutralmente stupido, tenuto nelle catene delle funzioni costrittive di riserva di valore, unità di conto e mezzo di scambio, ma in un futuro dominato dall'intelligenza artificiale e dalle biotecnologie, il denaro potrebbe essere dotato di tutte le informazioni sugli esseri umani, le loro possibilità finanziarie, i loro desideri e il modo migliore per soddisfarli. Cosa accadrebbe allora?
La verità nota a tutti i filosofi secondo la quale, ...

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IL FANTASMA DELLA LIBERTÀ

Tra i luoghi comuni della neolingua pandemica spicca una perla di saggezza secondo cui la libertà di ciascuno finisce dove inizia quella dell'altro. Questa massima che profuma di filosofia senza esserlo viene utilizzata, spesso con sopraccigliosa intonazione, come argomento decisivo contro ogni forma di dissenso verso la politica sanitaria nazionale, dalla più sommessa perplessità allo "scandaloso" rifiuto della profilassi anti Covid-19. 

La presunta efficacia argomentativa deriva in realtà da un abbaglio, come quello che confonde i mulini a vento con i giganti, giacché ciò che sembra un concetto di libertà limpido e pragmatico apre innumerevoli que...

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LA CARA VECCHIA ANORMALITÀ

In questi giorni ricorrono due anni dall’inizio dell’epidemia-pandemia da Covid-19. Il mondo pre-Covid sembra essere lontano decenni, sotto certi aspetti, dal mondo post-Covid, se non fossero sempre gli stessi gli attori: paladini del neoliberismo, della globalizzazione anglo-americana, del pensiero unico del “privato è bello” e “meno stato e più mercato”. La distruzione degli stati nazionali e della sovranità popolare è un processo in atto già da tempo, possiamo risalire almeno fin dagli anni ‘80 nel panorama italiano, difficile quindi comprendere i nostalgici dell’era pre-Covid che vorrebbero tornare alla...

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LEZIONI SEMISERIE DI PROTESTOLOGIA

Le recenti proteste in tante piazze d’Italia e d’Europa ci hanno spinto a dare dei suggerimenti a chi senza il controllo di giornali, TV, parlamento, governo, corte costituzionale, magistratura e banche, ha da obiettare sulla distribuzione del bene e del male nelle scomposte modalità da cui è spinto dal suo dolore plebeo, dall'ignoranza della fatica a cui il repressore è costretto dalla resistenza che la sua carne oppone al manganello e del fatto che tale fatica è nell’interesse comune e merita il supporto di tutti, anche di quello del represso.

Innanzitutto le dimensioni della protesta.

Se il cittadino è parte di un gruppo numeroso risc...

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BULLISMO FILOSOFICO

Se gli oltre cento estensori del piccolo manifesto dal titolo Non solo Agamben avessero scritto un testo a favore delle politiche governative italiane sul Covid 19, a favore del lasciapassare sanitario, sarebbe stato un documento legittimo, per quanto non condivisibile. E invece hanno voluto attaccare in tanti una sola persona, un filosofo italiano molto noto, con argomenti -rispetto alla complessità delle tesi di Giorgio Agamben– sinceramente imbarazzanti. Ma la cosa grave ...

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TRANQUILLI, È SOLO BIOMACCARTISMO

Il paragone che si sente in giro fare tra gli eventi degli ultimi mesi con gli anni Trenta tedeschi, rischia di essere controproducente ma soprattutto di fare fuori il potenziale euristico che ogni ragionare analogico punta ad avere. Le vicende del nazismo sono un termine di paragone che per alcuni versi porta fuori strada ed è avventato innanzitutto per la differenza di gravità dei fatti e dei torti non paragonabili finora (e sperabilmente anche dopo) con la contrazione attuale dei diritti e degli spazi di libertà fisica, sociale e d’opinione di tutti gli italiani (e da qualche mese, cosa più grave, in modo differenziato per gli italiani non vaccinati o non disposti per questioni etiche ad esibire la tessera verde) e in second...

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UFFICIO VIDIMAZIONE EMERGENZE

Era difficile spaventare così tanto i nostri bisnonni. In parte per la loro struttura psicologica e per la loro esperienza esistenziale: una vicinanza della morte e della malattia contro cui non molto poteva farsi; in parte perché i mezzi per martellare i singoli individui, renderli ossessivamente concentrati su una sola questione, non c’erano. Un po’ di radio, qualche giornale di poche pagine e senza foto rivolto ai pochi alfabetizzati. L’impressionabilità tipica del Homo Videns di sartoriana memoria era ancora di là da venire. 
Oggi la potenza di fuoco è spaventosa. I giornali innanzitutto, poi variamente ripresi sul web. Giornali che perdono copie cost...

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L'ECONOMIA (DI MERCATO) NON E' UN GIOCO DA BAMBINI

Sembra che nel linguaggio parlato sia sempre meno frequente l'uso dei verbi all'imperfetto, un indizio apparentemente trascurabile ma che racconta molto del modo e del mondo in cui viviamo. Si sa che il tempo imperfetto descrive per lo più situazioni di durata, legate all'abitudine oppure ipotetiche e incerte. Ricordo però che nella mia infanzia si usava anche per giocare "al futuro". "Si faceva che ...." (diverso dal "c'era una volta") era il motto iniziale d'intesa per dare inizio a una storia e sebbene l'epilogo fosse quasi sempre a lieto fine, non c'era un vero e proprio copione. La forma "imperfetta" del tempo apriva mondi possi...

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NÉ PANE NÉ ROSE?

Che fine ha fatto il miraggio di una società senza lavoro e senza classi? Più che tramontato sembra cancellato dalla memoria collettiva, riprogrammata sulla retorica del lavoro "a qualunque costo". Al danno del sogno perduto si aggiunge così la beffa di un incubo realizzato, dato che il lavoro è diventato sempre più scarso e la precarietà mostra la sua trasversalità sociale. Basta allungare lo sguardo verso l'orizzonte che anticipa le tendenze di casa nostra per convincersi che non si tratta di affermazioni fuori luogo.

In un recente studio statunitense, uscito anche in Italia nel 2021 per il Mulino con il titolo Morti per disperazione e il futuro ...

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CREDERE OBBEDIRE SANIFICARE

C’è in giro un’arietta di pensiero unico che fa paura. Il problema, in questi casi, è che il pensiero non può essere unico a lungo. Lasciato solo prima si acquatta, poi deperisce e infine scompare: ha bisogno di alternative, ipotesi, sfumature, negazioni e adesioni, speranza, cambiamento, esperienza dell’alterità. Per renderlo così angusto il pensiero, ci vuole però un gran lavoro, non lo si fa dall’oggi al domani. Ci vogliono investimenti, programmazione e un’ampia manovalanza intellettuale che sappia sempre dove è il caso di aggiogare il carro delle proprie opinioni, anzi che a un certo punto lo sappia persino qualora non glielo si dica. 
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CHE CI FACCIAMO QUI

Sono stato un devoto e precoce difensore della “carta stampata”. Compro ancora in media una ventina di quotidiani a settimana e quattro-cinque settimanali al mese. Lo farò fino a quando ne troverò ancora in edicola. Ho letto libri di storia del giornalismo, ho seguito le loro vicende, ho comprato i primi numeri di ogni giornale nuovo che uscisse. La quasi totalità della mia scrittura si è svolta su carta: monografie, libri collettanei, prefazioni, articoli scientifici, pezzi (pochissimi) su qualche giornale.

Fatta questa dichiarazione di appartenenza e di fede non si può far finta che essi non siano dei morti che camminano. Lo sono innanzitutto perché pensano di esserlo; lo ...

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