FOLLIE ANGLOSASSONI, SAGGEZZE RUSSE
Alcune forme di follia pervasive, clamorose eppure in gran parte disconosciute, attraversano la politica, la cultura, l’esistenza dell’occidente anglosassone e da qui si riverberano anche sull’Europa. La follia del transumanesimo che nelle menti e nei progetti ingegneristici di miliardari tecno-apocalittici come Peter Thiel prende la forma del superamento di ciò che costoro chiamano mortalismo, vale a dire la finitudine umana come di ogni altro ente. In un suo recente pellegrinaggio europeo (Parigi, Roma) dedicato all’avvento dell’Anticristo, Thiel ha definito l’inevitabilità del morire come una ideologia da respingere, condannare e superare, anche e specialmente attraverso lo sviluppo delle tecnologie digitali e delle cosiddette intelligenze artificiali. Anche in questo modo la tecnoteologia politica di Thiel si conferma un esempio, un caso, un’espressione del dominio di «Mammona, il Signore di questo mondo (oggi concretamente la tecno-finanza politico-digitale operata dall’Intelligenza Artificiale)» (Eugenio Mazzarella, Critica della ragione digitale, Castelvecchi, Roma 2026, pp. 94-95).
La follia del servilismo totale, inaudito e privo di ogni pur minima dignità che i decisori politici dell’Unione Europea mostrano nei confronti del padrone statunitense che li insulta, li umilia, li disprezza ma al quale continuano a leccare la mano. È del tutto palese che è nelle intenzioni e nell’interesse degli USA mantenere l’Europa nel suo stato di impotenza e dipendenza, nella divisione tra la sua parte occidentale e quella orientale e slava. È palese ma sembra anche invisibile.
La follia del terrorismo internazionale, che Marco Tarchi descrive in modo del tutto realistico, per come esso agisce e per come accade: «E mentre le varie puntate dello show permanente dello psicopatico newyorchese andavano in onda, i suoi sodali israeliani massacravano migliaia di persone in Libano, distruggevano i villaggi del Sud del paese - musulmani e cristiani - per poterli occupare integralmente e donarli in seguito a nuovi ‘coloni’ impegnati a proseguire il sogno biblico del dominio ‘dal Nilo all’Eufrate’. […] Ecco: con questa formidabile esibizione, Trump e Netanyahu ci hanno fatto capire che cos’è per davvero il terrorismo, al di là dei dubbi degli studiosi. È la loro unica legge. La legge che vogliono imporre al mondo, per sostituire il diritto internazionale, la diplomazia e la politica» (Diorama Letterario, n. 391, maggio-giugno 2026, p. 2).
La follia di una russofobia che ignora, volutamente ignora, la storia e la complessità di una delle più grandi e millenarie civiltà che l’Europa e l’Asia abbiano visto, la quale - nella forma attuale della Federazione Russa - aspetta con pazienza e con saggezza che l’Unione Europea porti a definitiva rovina l’Europa anche tramite sanzioni stabilite per danneggiare la Russia e che stanno invece drammaticamente impoverendo i cittadini europei. Una incapacità di vedere, di capire, persino di difendere i propri interessi che alcuni dei maggiori protagonisti della cultura russa hanno saputo individuare, descrivere e stigmatizzare, primi tra tutti Fëdor Dostoevskij e Alexandr Solženicyn.
Friedrich Nietzsche definisce a ragione la Russia come «l’unica potenza che abbia oggi in sé una durata, l’unica che possa aspettare, che possa ancora promettere qualche cosa - la Russia, l’idea antitetica alla miserabile politica degli staterelli e alla nervosità europea» (Crepuscolo degli idoli, in «Opere», vol. VI/3, Adelphi, Milano 1975, p. 139). La profonda intelligenza anche politica di Nietzsche - che si manifesta in uno sguardo visionario sulla storia e sul futuro - lo indusse a scrivere che «abbiamo bisogno di un’assoluta alleanza con la Russia, e con un nuovo programma comune, che impedisca in Russia l’avvento di schemi inglesi. Non un avvenire americano!» (Frammenti postumi 1884, in «Opere», vol. VII/2, 26[336], p. 217).
Nietzsche il saggio, l’occidente anglosassone il folle.