Aldous

Distopie

LA DISTRUZIONE DELL’ANIMALE TELEOLOGICO

L'uomo medio è orgoglioso della propria onestà legale ed intellettuale e alla prospettiva di essere continuamente spiato, controllato e hackerato risponde a petto in fuori al mondo intero: Io non ho niente da nascondere.

Se gli viene socraticamente chiesto, non esita a dire di essere superiore a un animale perché è libero, ha un'esperienza individuale, ed è in grado di prefiggersi scopi nella vita.

E tuttavia nel vedere prendere di mira la sua libertà di scelta, la sua esperienza personale e la sua capacità di identificare scopi, non mostra alcuna preoccupazione nell’ essere deprivato di ciò che lo rende superiore all’animale. Il capitalismo della sorveglianza (Shoshana Zuboff) prende nota e ringrazia. Tralasciando svantaggi sociali come l’impatto del controllo dei suoi dati sui suoi consumi, gli svantaggi di trattare con compagnie assicurative in totale asimmetria conoscitiva, o il controllo politico a cui può essere sottoposto, ciò che l'uomo ha da perdere con il capitalismo della sorveglianza è qualcosa di ancora più grave: la sua essenza metafisica, il suo essere un animale teleologico.

In quanto animale teleologico, l'uomo ha le seguenti caratteristiche:

1. Sovranità sulla propria esperienza

2. Sovranità sulla creazione dei propri bisogni

3. Sovranità sul proprio interesse personale

Ognuno di questi tre elementi è messo a repentaglio dal capitalismo della sorveglianza.

1) Perdita di sovranità sulla propria esperienza.

L'esperienza individuale è sempre stata a vantaggio del suo proprietario e per questo ogni cultura dominante ha cercato di attingere all'esperienza personale del suo dominato. La cultura cristiana chiedeva al credente di confessare i suoi peccati per espiarli. Era una forma di sottomissione, ma la volontarietà teneva il confessato in una posizione di forza o almeno di limitata debolezza.

Quando con l'umanesimo l'uomo si è posto al centro dell'universo, la psicoanalisi ha cercato di estrarre informazioni dall'individuo per migliorare il rapporto dell'uomo con se stesso e con gli altri. Questa forma di estrazione dell'esperienza dell'individuo era ancora meno invasiva della confessione perché in fondo l'individuo era mosso dal vecchio principio del 'conosci te stesso’ aggiornato a fini terapeutici e il trattamento non era imposto.

Nel capitalismo della sorveglianza, l'esperienza personale diventa un territorio di conquista di algoritmi in grado di trasformare la vita di un uomo in un insieme di dati attraverso i quali comprendere meglio l'uomo nei suoi bisogni, nei suoi desideri e nel suo comportamento.

Il santuario più remoto e inaccessibile dell'individuo, la sua esperienza personale, diventa uno spazio di 'libero' accesso e di 'libera' conquista.

2) Perdita di sovranità sui propri bisogni

L'uomo è riuscito a esternalizzare la soddisfazione dei propri bisogni fin dall'inizio della sua storia umana attraverso la tecnica e la tecnologia, ma la creazione dei bisogni è stata inaccessibile a se stesso e soprattutto agli altri fino a tempi recenti. I tentativi dell'antichità di manipolare la creazione dei bisogni si basavano sulle arti retoriche. Molto più tardi, il capitalismo ha trovato nel marketing un modo per attaccare il nucleo della natura umana, ma solo superficialmente. Con il capitalismo della sorveglianza si raggiunge un altro stadio. L'esteriorizzazione della creazione dei bisogni si completa minacciando la verità antropologica dell'essere umano. I bisogni di un individuo sono stimolati, manipolati, creati da un potente sistema di choice architecture.

L'osservazione, il controllo e l'elaborazione dei dati sono in grado di ottenere dagli esseri umani più informazioni e una migliore conoscenza su di loro di quella che essi possano avere su se stessi. Questa conoscenza è spesso finalizzata a cambiare gli obiettivi che perseguono. Nel 2010, un singolo messaggio su Facebook il giorno delle elezioni al Congresso degli Stati Uniti, ha avuto come effetto di spingere al voto circa 340.000 elettori in più.

Il mondo dei fini smette di essere determinato dal proprietario di un'esperienza personale per farsi plasmare da coloro che possono acquistare quell'esperienza. Il bisogno non è creato da un ciclo di creazione e soddisfazione coerente con le leggi dell’evoluzione, ma da un dispositivo manipolativo del mercato.

3) Perdita di sovranità sull'interesse personale

Negli ultimi secoli, l'interesse personale, come estensione dell'istinto di autoconservazione, centro di emanazione della volontà umana e principio regolatore dell'economia e della società, ha acquisito una posizione filosofica centrale. Secondo Adam Smith “Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dalla cura che essi hanno per il proprio interesse. Non ci rivolgiamo alla loro umanità ma al loro interesse personale”.

Poiché il capitalismo della sorveglianza considera l'interesse personale una barriera che protegge l'individuo, ingaggia con esso una battaglia di interessi. Il continuo frugare di algoritmi attraverso l'esperienza personale alla ricerca di informazioni non migliora la vita dell'utente, se non accidentalmente.

L'utilizzo di Google, Facebook, Amazon, comporta una continua estrazione di informazioni dagli utenti. Tali informazioni vengono utilizzate per suggerire all'utente cosa acquistare, dove andare, cosa fare, con una probabilità crescente di influenzare azioni, non nell'interesse dell'utente, ma nell'interesse di chi acquista i dati. L'esperienza personale di un individuo non è più a beneficio di chi lo possiede, ma di chi è in grado di estrarlo, acquistarlo e utilizzarlo per i propri scopi. La manipolazione dell'interesse personale porta al ribaltamento del principio del capitalismo classico. Non è più l'interesse personale che, attraverso la mano invisibile, porta al bene per la società, ma il presunto bene per la società, vale a dire a beneficio del capitalista della sorveglianza, che modella l'interesse personale.