Aldous

Totalitarismo compassionevole

S-concerto (in tre divagazioni)

Ouverture e tema. Nonostante tutto, io l’amo! – esclama Jack Nicholson, alias Charlie Partanna, in una famosa scena del film L’onore dei Prizzi dopo che ha ricevuto l’incarico di far fuori sua moglie. Compito che eseguirà con assoluta diligenza.

Prima divagazione. Con quale stato d’animo la Corte costituzionale rilegge oggi le motivazioni della sentenza del 9 febbraio 2023 n. 14? Si tratta dei tre verdetti che assolvono l’obbligo vaccinale per i sanitari ritenendolo “misura non irragionevole né sproporzionata se l’obiettivo è quello di prevenire la diffusione del virus” (le ultime rivelazioni – ad aprile 2023 - dicono che Pfizer sapeva da aprile 2021 che il vaccino non preservava dal contagio. La fonte, se non bastasse l’ammissione di Jeanine Small davanti al Parlamento UE - peraltro antecedente la sentenza -, è lo studio di Peter Doshi riportato da Maurizio Belpietro e Alessandro Rico l’8 aprile 2023 su La Verità: studio effettuato sui documenti in mano all’agenzia Health Canada) “e di salvaguardare la funzionalità del sistema sanitario” (domanda ingenua: la “funzionalità” delle organizzazioni viene prima della dignità della persona? Era questo l’intendimento dei Padri costituenti nello scrivere l’art. 32?). Quanto alla contraddittorietà della disciplina che impone il consenso a fronte di un obbligo vaccinale, la Corte ha rilevato che “l’obbligatorietà del vaccino lascia comunque al singolo la possibilità di scegliere se adempiere o sottrarsi all’obbligo, assumendosi responsabilmente, in questo secondo caso, le conseguenza previste dalla legge” (nella fattispecie: perdere il lavoro ed eventualmente morire di fame, che sono, notoriamente, atti conformi alla dignità della persona e, se proprio si vuole, coerenti con l’art. 1, particolarmente in relazione alle espressioni “repubblica democratica”, “fondata sul lavoro” e in cui la “sovranità appartiene al popolo”). “Qualora, invece, il singolo adempia all’obbligo vaccinale, il consenso, pur a fronte dell’obbligo, è rivolto, proprio nel rispetto dell’intangibilità della persona, ad autorizzare la materiale inoculazione del vaccino” (e buona pace al mondo se il consenso non era “informato”, dato che i documenti scovati da Marianna Cané, giornalista di “Fuori dal coro”, e messi in onda il 28 marzo 2023 mostrano un volontario occultamento da parte del direttore dell’Aifa, Magrini, degli effetti avversi per non “uccidere il vaccino”).

A breve distanza di tempo, le rivelazioni che ho inserito tra parentesi (e le domande ingenue cui nessuno risponde) sembrano smentire platealmente le ragioni della sentenza della Corte costituzionale, nonché molte delle (presunte) verità “certificate dalla Scienza” in epoca pandemica. Eppure, sono pochissime le fonti d’informazione italiane che ne danno notizia a livello nazionale: generalmente, una trasmissione televisiva (Fuori dal coro di Mario Giordano), il quotidiano La Verità di Maurizio Belpietro con la rivista Panorama e pochi altri. Tutti i restanti mezzi d’informazione mainstream (esclusi, dunque, i canali del dissenso) sono religiosamente silenti su tali scoop - un tempo ambite prede di ogni giornalista - e continuano a difendere il fortino che essi stessi hanno contribuito a edificare da tre anni a questa parte. Sembrerebbe naturale chiedersi perché; la risposta, però, per quanto politically correct, potrebbe non cancellare il sospetto di un drappello asserragliato in strenua difesa di passate narrazioni ossequienti (o obbligate), perciò la domanda stessa verrebbe probabilmente tacciata di… complottismo? Misinformazione? Qualsiasi cosa va bene, purché costringa gli infedeli al silenzio. E per essere sicuri che questo silenzio sia ermetico, si continua a propagandare la risposta italiana alla pandemia come un “esempio per il mondo intero”, benché Paesi meno esemplari del nostro (e meno chiusuristi) abbiano avuto di gran lunga meno decessi. Eccetera, eccetera.

Seconda divagazione. È di questi giorni la notizia che un medico facente capo all’USL 2 veneta, Valerio Petterle, necroscopo, è stato sospeso per due mesi dal lavoro e dallo stipendio per aver osservato - in un’intervista per Fuori dal coro e La Verità - che nell’ultimo anno le morti improvvise sono aumentate considerevolmente e la metà di esse è provocata da Sads, la sindrome della morte improvvisa dell’adulto. Petterle, trent’anni di attività medica alle spalle, ha rilevato che “tra i defunti di mezza età, uno su due era sano e in tutti noto danni alla ghiandola pineale, come se il loro sistema immunitario fosse deteriorato”; Petterle si è detto anche preoccupato per l’aumento delle morti da infarto. Il dottore, in virtù di ciò, osa ritenere che sarebbe opportuno fare delle indagini approfondite (leggi autopsie non generiche) per cercare le ragioni di un aumento tanto significativo di decessi inattesi.

Ora, è comprensibile che di questi tempi sia rivoluzionario sostenere che il punto di vista del medico veneto sia quanto di più vicino al metodo scientifico si possa osservare (in breve: davanti ad un problema si indaga, si formulano ipotesi che poi si verificano sperimentalmente e, se esse si rivelano infondate alla prova dei fatti, si cambia ipotesi e si riparte da capo). Capiamo anche che a chi ha fede nella Scienza basta la parola dei sacri adepti per evitare l’insorgenza di ogni possibile dubbio collaterale. Tuttavia ancora si fatica a comprendere la ratio del provvedimento disciplinare che colpisce questo medico, a meno che non sia esatta la - certo invereconda - percezione che in lui si voglia colpire chi dice apertamente quello che tutti pensano in silenzio. E dire che converrebbe prima di tutto alla Scienza dimostrare se i sospetti sulle possibili cause dei decessi sono fondati o meno (il caldo? Il freddo? Il sale nella dieta? I cambiamenti climatici? Il troppo sesso? L’astinenza? La pizza? Il vino? L’elenco dei candidati è lunghissimo e non comprende, come si vede, quella cosa che nemmeno noi nomineremo). Invece niente: questo accertamento “non s’ha da fare”. Non s’ha nemmeno da nominare, da immaginare, perché il problema “non c’è”. Vade retro!

Terza divagazione. Potrebbe, la gente, non essere a conoscenza dei fatti sopra citati, emersi grazie al giornalismo d’inchiesta? Forse non andrebbe escluso: dice un’amica che la gente “di sinistra” non legge i giornali “di destra” perché “sono fascisti” e quindi vanno evitati per principio e senza sensi di colpa. È possibile che quell’amica abbia ragione. “Fascista” (come “complottista”, “no vax”, “putiniano”, “no gender”) è un’etichetta che rende inguardabili coloro su cui viene appiccicata. Anche (e soprattutto) se costoro dicono qualcosa di diverso da ciò che tutti vorrebbero ascoltare. Intanto il cancro delle bolle separate di informazione cresce a dismisura, insieme agli accecanti pregiudizi reciproci.

 

Intermezzo. Per la verità, ci si potrebbe chiedere, in ulteriore aggiunta, come mai la destra stia zitta davanti alle sconvolgenti rivelazioni dei giornalisti suoi supporter. Forse che il silenzio conviene a tutti? Chissà cosa succederebbe se, per una volta, si uscisse dal politichese e si parlasse come prescrive il Vangelo: “sì se è sì, no se è no” … Domanda inutile, cantava Lucio Battisti. Sì, perché evidentemente della ricerca della verità non frega a nessuno. Molto meglio accontentarsi delle facciate. Imbiancate, come quelle dei sepolcri.

 

Prima conclusione e ripresa del tema. “Nonostante tutto, io l’amo” mi pare di intendere in tono sommesso, ma corale, in crescendo, proveniente da ogni dove, persino dalla parte di coloro che osservano con silente indignazione il dilagare dello scempio.

Lo sapranno, costoro, che il silenzio uccide? La democrazia, prima di tutto. Ma anche le persone. Letteralmente, si direbbe.

 

Seconda conclusione. Che sia la Scienza, che sia la Costituzione, che sia la Verità questa parvenza tanto amata e tuttavia puntualmente assassinata dalla nostra disattenzione (ignoranza, indifferenza) o dai nostri interessi (economici, ideologici, di partito), per ritrovare la serenità basta non farsi troppi problemi: nella realtà del bi-pensiero, della sostanza non importa a nessuno. Basta la forma!

La Menzogna è Verità.

La Guerra è Pace.

Quanta bellezza!

 

L’onore dei Prizzi, ancora una volta, è salvo.